Imparare la parola File in inglese

Sempre più nel quotidiano si ha a che fare con parole inglesi di cui l’informatica si appropria in qualche modo e che diventano parte del linguaggio comune per un unica accezione, quella informatica appunto, mentre in realtà esse hanno una serie di ulteriori significati e sfumature altrettanto importanti.
E’ questo il caso della parola ‘File‘ che viene spesso associata al suo significato relativo ai computers, ma che definisce più generalmente un qualsiasi tipo di ‘scheda‘ da archivio, informatico o meno, ed inoltre può assumere il significato esteso di ‘cartellina‘ o ‘incartamento‘.
Se ricordate il famosissimo telefilm ‘X-files‘ riguardava proprio gli archivi segreti che riguardavano gli alieni.
Anche i detective di CSI hanno spesso bisogno di accedere ai ‘Serial Killer Files‘ cioè gli archivi dei serial killers.

File‘ può anche voler dire ‘fila‘, in questo caso il tipico esempio è l’espressione ‘single file‘ che indica persone che si accodano in una tipica ‘fila indiana’, o fila singola.

Esiste anche il verbo ‘to file‘ che vuole dire ‘archiviare’, ma per estensione anche ‘inoltrare’ e ‘sporgere’. L’esempio in questo caso è l’espressione ‘to file complaints’ che significa ‘inoltrare proteste’.

Ci sono anche alcune espressioni idiomatiche che contengono la parola ‘file’, andiamo ad elencare le principali.

Il ‘rank and file‘ indica i membri ordinari di un gruppo organizzato di persone, cioè quelli che non prendono le decisioni, tipicamente in una organizzazione militare, ma non solo.
Per esempio: the rank and file will do what the leaders tell them to do (i membri ordinari faranno quello che i capi diranno loro di fare)

To file a charge against someone‘ (archiviare un reato contro qualcuno) vuole dire denunciare qualcuno.
Per esempio: i filed a charge against my old boss (ho denunciato il mio vecchio boss)

Infine ‘to file past (someone or something)’ significa oltrepassare qualcuno o qualcosa, all’interno di una processione o di una fila.
Per esempio: we all filed past the coffee machine (siamo passati tutti in fila davanti alla macchina del caffè).

La traduzione di Kingdom of Rust dei Doves

Traduciamo una canzone che in questo periodo si sente molto alla radio inglese, di un gruppo proveniente dal Cheshire, poco distante da Liverpool, che si chiama Doves (colombe).
Il testo di questa bella canzone è impregnato della malinconia tipica del paesaggio del nord dell’Inghilterra, che comprende anche la brughiera (moor), una sorta di landa desolata dove non cresce nessuna pianta e spesso spazzata dal vento.

Kingdom of rust

I hear a sound, a sound above my head
Distant sound of thunder, moving out on the moor

Blackbirds flew in and to the cooling towers
I’ll pack my bags
Thinking of one of those hours
With you, waiting for you

My God, it takes an ocean of trust
In the Kingdom of Rust
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I long to feel some beauty in my heart
As I go searching, right to the start
The road back to Preston
Was jutted out in snow
As I went looking for that stolen heart

For you, waiting for you

My God, it takes an ocean of trust
Takes an effort it does
My god, it takes an ocean of trust
It’s in the Kingdom of Rust
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I long to feel that wince in my heart

As I went looking
I couldn’t stop
Now I’m waiting for you

I know it takes an ocean of trust
In the Kingdom of Rust

Il regno della ruggine

Sento un suono, sopra la mia testa
Il suono di un tuono distante, che si muove verso la brughiera

I corvi hanno volato attorno alle ciminiere
Preparerò i miei bagagli
Pensando ad una di quelle ore
Con te, aspettandoti

Mio Dio, ci vuole un oceano di fiducia
Nel regno della ruggine

Voglio con tutto il cuore sentire la bellezza nel mio cuore
Mentre sto cercando, Fin dalla partenza
La strada di ritorno a Preston
Era coperta di neve
Mentre andavo a cercare per quel cuore rubato

Con te, aspettandoti

Mio Dio, ci vuole un oceano di fiducia
Ci vuole proprio uno sforzo
Mio Dio, ci vuole un oceano di fiducia
Nel regno della ruggine

Voglio con tutto il cuore sentire quel dolore nel mio cuore

Mentre stavo cercando
Non mi potevo fermare
Ed ora ti sto aspettando

Mio Dio, ci vuole un oceano di fiducia
Nel regno della ruggine

Quando usare Can e quando usare May in inglese

Nel mondo ideale delle regole della grammatica inglese Can e May, entrambi traducibili in italiano con il verbo ‘potere‘, hanno due connotazioni diverse e devono essere usati di conseguenza, questo però spesso non trova riscontro nel mondo reale dove Can ha preso prepotentemente il sopravvento su May e viene spesso usato in tutte le situazioni.
La regola dice che Can tende a sottolineare la capacità fisica o mentale di fare qualcosa, mentre May denota una autorizzazione o un permesso, una richiesta.
Quindi per esempio uno studente che chiede di andare al bagno e vuole essere formale ed educato dovrebbe usare ‘may i go to the toilet?’, non ‘can i go to the toilet?’.  Questo perchè si sta richiedendo un permesso, una autorizzazione, allo stesso modo in cui si chiederebbe ‘may i come in?’ (posso entrare?) a qualcuno davanti alla porta di casa sua. Cio’ non significa che non si possa usare Can, ma che il tono formale e’ sicuramente piu’ adeguato alla situazione.

Can va invece usato se il verbo ‘potere’ significa ‘essere in grado di’, per esempio ‘can you play guitar?’ (puoi suonare la chitarra?), oppure ‘i can come in the afternoon’ (posso venire di pomeriggio).
Negli ultimi anni questa distinzione si è fatta molto meno netta sia nel linguaggio parlato sia nello scritto, però nei casi in cui chiediate un permesso a qualcuno e sia necessario avere un atteggiamento educato consigliamo vivamente di usare ‘may‘. La differenza potrebbe essere paragonabile (anche se non interamente ed in modo più leggero) a quella tra il dare del lei o il dare del tu a qualcuno in italiano.

To dig and Digg.com

Lately, a tendency going strong is to create websites with peculiar names, often derived from real words, but slightly changing
them, so to create new words, easy to remember and totally identified with the website(and with the product in the website,
virtual or real to be).

This tendency has 2 causes, first of all all the domain names including the most important words are no more free, and also
branding a domain with a totally original name is a really good move from an advertising and visibility point of view.

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Some of these new websites create new words that people use currently; think about ‘Google’, which has become almost a synonim of ‘search engine’, but doesn’t have a real meaning.
A slightly different example, still related, is Digg.com.
‘To dig something’ in the new urban slang means ‘to like
something’ so Digg.com founders started the website, hinting to the new meaning and letting the users submit and vote
(digg) articles of any interest.
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Ultimamente, una tendenza che va rafforzandosi è quella di creare siti con nomi particolari, spesso derivati da parole esistenti, ma
storpiandole leggermente, in modo da creare delle parole nuove, facili da ricordare e identificate totalmente col sito (e
magari col prodotto che il sito offre, virtuale o reale che sia).
Questa tendenza è dovuta a 2 motivi principali, prima di tutto i nomi dei domini con parole chiave più importanti sono
praticamente tutti già occupati, secondariamente usare un marchio con un nome totalmente originale è molto efficace da un
punto di vista pubblicitario e di riconoscibilità.
Alcuni di questi nuovi siti creano dei veri e propri neologismi, che entrano a fare parte del linguaggio corrente; pensate
a Google, che è quasi diventato sinonimo di motore di ricerca, ma che in inglese non significa nulla.
Un esempio leggermente diverso ma sempre calzante è digg.com. Il verbo ‘to dig’ letteralmente significa ‘scavare’, ma ha
preso anche il significato di ‘apprezzare’, per esempio ‘i dig it’ significa ‘mi piace’. Prendendo spunto da questa nuova
espressione i fondatori di Digg.com hanno creato un sito dove gli utenti possono proporre e votare articoli pubblicati in
rete, tramite un azione di ‘digg it’.

Imparare l'inglese della tecnologia: Browsers e Links

Nel nostro quotidiano rapporto col computer e con internet usiamo programmi che ci permettono di navigare in rete, visitare siti web, leggere notizie, ascoltare musica, vedere filmati e fare tantissime altre cose. Questi programmi sono chiamati Browsers e fanno parte di questa categoria il defunto Netscape, Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari e molti altri.
La parola Browser deriva dal verbo ‘to browse’ che ha 2 principali significati: ruminare (masticare il cibo ad oltranza) e leggere superficialmente, o a caso, senza cercare qualcosa in particolare.
Entrambi i significati possono adattarsi a quello che il nostro programma esegue, esso infatti continua a ‘masticare’ informazioni, senza cercare qualcosa in particolare.
Quando visitiamo una pagina web tramite un browser, spesso (se non sempre) troviamo dei rimandi diretti ad altre pagine, questi sono i ‘links’. Un link è un anello di una catena, mentre quelli che troviamo nelle pagine web sono detti più propriamente ‘hyperlinks’, perchè sono anelli virtuali che collegano documenti virtuali (le nostre pagine) come in una catena immaginaria.
In our daily relationship with the computer and the internet we use programs to navigate the internet, visit websites, read news, listen to music, watch videos and much more.
Such programs are called ‘browsers’, some examples of these are Netscape(rip) Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari and many others.
The word ‘browser’ comes from the verb ‘to browse’, that has 2 main meanings: the act of feeding by continual nibbling, and to look around casually and randomly.
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Both meanings can be applied to our program, infact it ‘chews’ informations without looking for something in particular.
When we visit a webpage using a browser, often (if not always) we find direct connections with other pages, these are the ‘links’. The original meaning of link is related to chains, while the ones we find inside webpages are more correctly referred as ‘hyperlinks’, because they are virtual relationships between virtual documents, just like in an imaginary chain.

Un articolo per imparare l'inglese della tecnologia: The Web or the Spiderweb?

Ogni giorno, quando navighiamo su internet, leggiamo dozzine,centinaia di parole in lingua inglese che a volte diamo per scontate, ma di cui non sempre conosciamo il vero significato.
In questo articolo proverò a spiegare le più comuni, quelle che fanno parte di un vocabolario minimo essenziale di sopravvivenza dell’internauta.
La parola Web è sicuramente tra le più diffuse, anche perchè rientra nell’acronimo WWW (world wide web – ragnatele grande come il mondo) e letteralmente significa ‘ragnatela’.
Infatti internet può essere visto come una ragnatela di computers, tutti comunicanti e connessi tra di loro: ogni volta che il vostro computer si connette ad internet diventa un nodo di questa immensa ragnatela.
Se invece vogliamo riferirci a quella prodotta dai ragni gli inglesi parlano specificatamente di ‘spiderweb’.
Anche la stessa parola ‘spider’ ha un significato informatico del tutto particolare infatti è tramite programmi chiamati ‘spiders’ che i motori di ricerca (come google, yahoo e molti altri) trovano i risultati per le ricerche che noi facciamo.
Possiamo così immaginare internet come una enorme ragnatela di computers percorsa da velocissimi e minuscoli ragni che portano informazioni e notizie lungo di essa: ma nientre paura.. non mordono!

Every day, while browsing the internet, we read dozens,hundreds of english words, sometimes we take their meanings for granted, but not always we truly know them.
In this article i’ll try to explain the most common ones, the ones that represent a mimimum vocabulary for the cybernaut.
The word ‘web’ is surely one of the most diffused, because is inside the acronym www (world wide web) and literally means ‘web’.
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Infact the internet can be seen as a spiderweb made of computers, all connected and communicating with each other: every time you connect to the internet your computer is turned into a node of this big web.
If on the other hand we refer to the web made by the spiders, the english use the word ‘spiderweb’.

The very word ‘spider’ has a peculiar technical meaning, it is infact using programs called ‘spiders’ that the search engines (like google, yahoo and many others) find the results for our queries.
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We can therefore imagine internet as a big web made of computers, where tiny and fast spiders run carrying around informations: don’t worry… they don’t bite.