La traduzione di un articolo: i giurati inglesi fanno fatica a distiguere la verità

La traduzione di un articolo: i giurati inglesi fanno fatica a distiguere la verità

Ecco la traduzione di un interessante articolo del Times On Line che evidenzia come i giurati dei processi abbiano spesso idee contrastanti su cosa possa essere considerato disonesto.

Jurors find it hard to tell right from wrong, says study

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The legal standard for dishonesty needs to be reviewed because jurors’ widely different views may be affecting the outcome of trials, criminologists say.

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Research has revealed huge variations in ordinary people’s ideas of what is dishonest behaviour, which may affect a defendant’s chances of being convicted or acquitted by a jury.

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The findings, from a study by Emily Finch and Stefan Fafinski, of Brunel University, question whether the present legal definition of dishonesty is appropriate. Jurors are asked to decide whether a defendant’s actions were “honest according to the standards of reasonable and honest people”. The research suggests that no such universal standard for honesty exists.

Women, the study found, are more likely than men to see ethically dubious actions as dishonest, but men are more likely to vote to convict a defendant accused of these actions. For example, 92 per cent of women thought that it was dishonest to make an insurance claim for pre-existing damage to a car, compared with 85 per cent of men. Only 47 per cent of women, however, would be prepared to convict somebody of fraud on this basis, compared with 55 per cent of men.

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Age is another strong influence on perceptions of dishonesty, with older people taking a tougher line in all but a few cases. People are also less likely to consider an action dishonest if they have done it themselves.

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The results, from an online test of more than 15,000 volunteers, suggest that attitudes to honesty are so variable that the legal standard needs to be revised, Dr Finch and Dr Fafinski told the British Science Festival at the University of Surrey in Guildford.

Under the present system, two defendants accused of the same crime may stand different chances of being convicted according to the sex and age profile of the jury, and according to whether any jurors have committed similar acts of dishonesty themselves.

“The law is based upon an assumption that the majority of people hold the same views about what conduct is dishonest,” the researchers said. “Our research challenges that assumption, as we found that there is a great deal of disagreement among people, even upon very basic situations.”

Una ricerca dice che i giurati hanno difficoltà a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato

I criminologi dicono che lo standard legale per stabilire i comportamenti disonesti deve essere riveduto perchè i punti di vista dei giurati sono molto diversi e possono influenzare i risultati processuali.

Una ricerca ha rivelato ampie variazioni sull’idea di ciò che la gente comune ritiene un comportamento disonesto, il che potrebbe influenzare le possibilità di un imputato di essere condannato o prosciolto da una giuria.

Le scoperte, da uno studio di Emily Finch e Stefan Fafinski della Brunel University, mettono in dubbio se la presente definizione legale di disonestà sia appropriata. I giurati sono chiamati a decidere se le azioni di un imputato siano state oneste “secondo gli standard di persone oneste e ragionevoli”. La ricerca suggerisce che un simile standard universale non esiste.

Lo studio ha trovato che le donne sono più inclini a giudicare dubbie le azioni morali come disoneste, ma gli uomini sono più inclini a giudicare colpevole un imputato accusato di queste azioni. Per esempio il 92 per cento delle donne ha giudicato disonesto richiedere un rimborso ad una assicurazione per un danno pre-esistente su una macchina, a confronto del 85 per cento degli uomini. Solo il 47 per cento delle donne, tuttavia, sarebbe pronta a condannare qualcuno per frode su queste basi, in rapporto al 55 per cento degli uomini.

L’età è un altra grande influenza sulla percezione della disonestà, con le persone più vecchie che nella maggior parte dei casi tendono ad essere più decisi nel punire. Le persone sono anche meno inclini a considerare una azione disonesta se loro stessi la hanno commessa.

Il Dr Finch ed il Dr Fafinsk, parlando al destival britannico della scienza presso l’università di Guildford nel Surrey ,hanno detto che i risultati, derivati da un test online di più di 15.000 volontari, suggeriscono che l’atteggiamento verso l’onestà è così vario che gli standard legali devono essere rivisti.

Col sistema attuale, due persone accusate dello stesso crimine potrebbero avere probabilità diverse di essere condannate a seconda del sesso e dell’età della giuria, ed a seconda se qualche giurato ha commesso simili atti disonesti.

“La legge si basa sull’assunto che la maggioranza della gente abbia la stessa opinione su quale sia una condotta disonesta” dicono i ricercatori. “La nostra ricerca sfida quell’assunto, dato che abbiamo trovato che c’è parecchio disaccordo tra la gente, anche in situazioni molto elementari”

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